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Publié le 25/06/2006 à 20:55
Par Lina
 


Siculiana


IL PALAZZO AGNELLO

Gli Agnello, arrivarono a Siculiana dopo il citato matrimonio il 19 febbraio 1797. Stefano Agnello figlio del barone Francesco di Cefalù. Gli Agnello non ebbero mai l’investitura della baronia di Siculiana, ma sicuramente ne influenzarono il percorso storico. Da quel matrimonio tra Stefano Agnello e Caterina Alfani nacque Nicolò nel 1815, il quale sposo la nipote Caterina Agnello e da questi Francesco, ultimo dei baroni che visse per la maggiore parte della sua vita nella residenza di Siculiana nel palazzo in via Marconi n°350.
Il barone Francesco Agnello fu eletto deputato il 15 marzo 1848 del Parlamento della Sicilia resa Indipendente dalla rivoluzione. Siculiana fu protagonista di questa rivoluzione che vide la Matrice come centro di aggregazione politica, sotto la guida dell’arciprete Vincenzo Siracusa che fu un fervente indipendentista e partecipò alla lotta contro i Borboni. Un altro protagonista siculianese dei moti rivoluzionari del 1848 fu Domenico Maria Lo Iacono, Vescovo di Agrigento dal 1844 al 1860. “ Uomo di carattere e di fermi principi morali e politici, poiché non condivideva le idee che portarono alla rivoluzione siciliana del 1848, non volle partecipare alle sedute del Parlamento di cui, vescovo, era pari diritto. Prelevato con la forza, fu costretto a recarsi a Palermo, ma riuscì a scappare raggiungendo Gaeta, dove rese omaggio a Pio IX, esule da roma, e poi Napoli dove fu accolto da Ferdinando II che molto ne apprezzò il coraggio e la fedeltà.[1] Dalle cronache di Gaetano D’Alessandro di quel tempo leggiamo: “Un popolo numeroso, trascinato dai capi, sotto apparenza di rendere omaggio al merito degli eletti, che in fondo erano poi uomini di merito di qualunque fossero le loro idee politiche, percorse le vie principali della città, gridando: “Via Pio IX, via la religione, viva Girgenti, viva i suoi rappresentanti” (…) Poi la popolazione mosse verso il palazzo vescovile, e qui immense voci di “Viva monsignor vescovo, via la religione!”. Il vescovo benediceva e ringraziava, raccomandava l’ordine, la virtù e la religione, e poi sapendo quanto stava a cuore di tutti il censimento dei feudi vescovili, promise di censirli e terminò il suo discorso dicendo: “Signori, i feudi del vescovo sono vostri!” Allora uno scoppio delirante di evviva, di lodi e di ringraziamenti assordò l’aria.[2]
Il palazzo è in ottimo stato, grazie alla sua struttura massiccia in pietra, abitato e di proprietà in parte dal dottore Schembri Giovanni e dagli eredi Agnello. Fu sede ultimamente dell’Associazione Amici della Musica e negli anni settanta, furono ospiti cantanti lirici e maestri d’orchestra di fama internazionale.
Nell’estate 1964, in mancanza di alberghi fu ospitata nel palazzo Agnello la troupe cinematografica del film SEDOTTA E ABBANDONATA di Pietro Germi, protagonista femminile Monica Vitti. L’attrice fuggì letteralmente da Siculiana, per l’afa, la mancanza di servizi di ogni genere, tra i quali l’acqua, e il ruolo del film che non piaceva. La sua fuga fu la fortuna della giovanissima Stefania Sandrelli che ebbe la parte. [3]

[1] "Il crocifisso di Siculiana" di Domenico De Gregorio pagina 9

[2] "Il 1848 in provincia di Girgenti" di Gaetano D’Alessandro a cura di Salvatore Di Benedetto pagina 54
IL PALAZZO ALFANO

Sorto tra il XVII e XVIII secolo, austero nella sua architettura, con ingresso principale in via Marconi n°348 (ex corso Alfano Agnello [1]) e di aspetto più interessante il prospetto che volge nella via San Francesco, che sbocca nella via Marconi, separando in una suggestiva strettoia l’altro palazzo Agnello sorto un secolo dopo. Vi è un cortile interno centrale delimitato da alcove dove vi si trova un pozzo, di grande importanza e utilità considerando l’epoca.
Proprio in questo cortile nel 1990 furono girate alcune scene interne del film con la regia di Gianni Amelio PORTE APERTE, tratto dall’omonimo racconto di Leonardo Sciascia. Nel romanzo la scena richiedeva una villa neoclassica con inserimenti e reinserimenti. Nel film la scena fu girata tutta nell’interno di uno dei locali del cortile, dove si celebravano le nozze di due giovanissimi contadini.
Questo palazzo più volte trasformato, ora presenta delle carenze, particolarmente nell’interno e proprio nel cortile, per il disaccordo tra gli eredi con liti giudiziari, ormai secolari…
Molto probabilmente è stata la dimora degli Alfani. Il probabile è riferito perché di certo storico realmente non si conosce. Le intuizioni di Paolo Fiorentino in SICULIANA RACCONTA convincono abbastanza questa tesi: “E’ certo che don Vincenzo Alfani fu un ricco latifondista, proprietario di vaste distese che si estendevano da Feudo di Monterosso a quello di Caternini, dalla contrada Calvario a quella detta Passo fino ai limiti della trazzera che portava a Girgenti (compreso il vecchio Trappeto che sorgeva al posto dell’odierno hotel Villa Sikania
[2]) ed in particolare egli possedeva un “luogo di Terre” in contrada Capo con relativa casa e annesso giardino (Rivelo del 1811 e testamento del 5 luglio 1813): ivi era la dimora di campagna, la “Casina” (che riporta ancora oggi le sue iniziali in ferro battuto), ma è logico che una famiglia del suo rango avesse una civile abitazione anche nel centro urbano in un punto centrale vicinissimo a quella Chiesa Madre che scandiva la vita della borgata. (…) Ma ciò che risalta ad un attento esame della porzione ancora originale del palazzo è l’analogia con la casina del Capo [3] per quanto riguarda la struttura portante e le decorazioni esterne (simili frontoni alle finestre stesse rifiniture e colore dell’intonaco), inoltre si ripetono alcuni motivi decorativi della Chiesa Madre, i cui lavori di ristrutturazione furono finanziati proprio da don Vincenzo. Era dunque questo il palazzo Alfani?
Gli Alfani sicuramente residenti a Siculiana dal 1736, anno in cui risalgono i primi atti erogati in Siculiana dal giovane notaio regio Carmelo Alfano. Don Carmelo Alfano fu Governatore di Siculiana, proveniente dalla città di Palermo, padre di Don Vincenzo Tomaso Giuseppe Carmelo, avuto dal matrimonio con Giovanna Attardo di Siculiana, noto benefattore della Matrice donando l’ingente somma di 500.000 lire tanto che nel 1813 poterono essere completati il coro, la cappella e la tribuna del Crocifisso. Don Vincenzo sposò donna Anna Cusumano, dalla quale nacquero quattro figli: Caterina che sposò Stefano Agnello, barone di Segneferi, Giovanna, Domenica e Nicolò morto in giovane età. Possiamo a sinistra nella Matrice appena dopo l’ingresso laterale il monumento marmoreo che lo raffigura in un rilievo a mezzo busto in un medaglione tra due angeli.

[1] Nello spirito del recupero della nostra memoria storica mi faccio promotore per ripristinare, in un rifacimento toponomastico dell’Amministrazione Comunale, l’antico nome del corso, magari dal ridosso dell’incrocio del corso con via Scaramazza e via Spena.

[2 ]Il vecchio Trappeto fu trasformato in hotel, rispettando la vecchia struttura in un rifacimento restauratore, da Pasquale Doria negli anni ’70 chiamatosi Hotel Villa Doria, poi fu venduto a Pasquale Dimora e di conseguenza venduto ai Signori Giglio che demolirono totalmente lo stabile e ne ricostruirono ex novo in cemento armato denominandosi Villa Sikania Park Hotel telefono 0922817818.

[3] Villa Capo oggi è una Azienda Agrituristica gestita dai fratelli Mangione Tel. 0922817186

[1] "Il crocifisso di Siculiana" di Domenico De Gregorio pagina 9

[2] "Il 1848 in provincia di Girgenti" di Gaetano D’Alessandro a cura di Salvatore Di Benedetto pagina 54

[3] Inviterei la signora Vitti per un suo soggiorno a Siculiana a spese dell’Amministrazione, per farci perdonare del suo disastroso soggiorno.

testo di Alphonse Doria



[3] Inviterei la signora Vitti per un suo soggiorno a Siculiana a spese dell’Amministrazione, per farci perdonare del suo disastroso soggiorno.

testo di Alphonse Doria


www.siculiana.net


Publié le 23/06/2006 à 22:43
Par Lina
 



Le métamoteur Ixquick Meta Search a annoncé aujourd'hui sa décision d'effacer toutes les données des recherches personnelles de ses utilisateurs contenues dans ses "fichiers journaliers" (logs). "Cette nouvelle fonction de notre moteur de recherche assure une protection optimale de la vie privée ainsi que des performances maximales de recherche, car nos clients vont pouvoir utiliser les 12 meilleurs moteurs de recherche sans que ceux-ci enregistrent leurs données personnelles", affirme M. Alex van Eesteren, porte-parole d'Ixquick.
En effet, de nombreux moteurs de recherche enregistrent l'heure, les mots clés, les sites visités et l'adresse IP de l'utilisateur lors des recherches. En général les moteurs de recherche conservent ces données pour une longue période. "Beaucoup de moteurs de recherche utilisent ces données sans restrictions à des fins commerciales. Qu'on en fasse un usage abusif n'est qu'une question de temps", estime M. Van Eesteren.
Certains penseront bien sûr qu'il s'agit là d'une décision empreinte d'opportunisme, surfant sur la vague de scepticisme tournant autour des façons d'agir de Google notamment, mais on peut également se dire que toute action en faveur d'une meilleure protection des données personnelles des utilisateurs est toujours bonne à prendre...

http://www.ixquick.com/

Source : Ixquick

Articles connexes sur ce site :

- Nouveau look pour Ixquick

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Toutes les pages du réseau Abondance pour la requête ixquick ...


 


Important : les informations ci-dessus peuvent être librement reprises sur une autre source d'information à l'expresse condition d'en mentionner la source (© Abondance ou Source : Abondance) accompagnée d'un lien vers la page d'accueil du site. Merci de votre compréhension.



Publié le 07/06/2006 à 22:46
Par Lina
 




Infos : s'informer sur l'emploi > Scoop, le magazine de l'emploi

scoop, le magazine de l'emploi


Edition du 24/02/2006 - © leforem.be

Stimulons l'emploi des 50 ans et plus !

Une mesure du gouvernement

A partir du 1er avril 2007, la réduction des cotisations patronales accordée pour les travailleurs âgés de 50 ans et plus sera augmentée.

Dans le cadre du Pacte de solidarité entre les générations, le gouvernement a décidé d'augmenter, à partir du 1er avril 2007, les réductions de cotisations patronales pour les travailleurs âgés de 50 ans et plus.

Cette mesure a pour objectif d'améliorer le taux d'emploi de cette catégorie de travailleurs. Les employeurs bénéficieront d'une réduction des cotisations patronales de sécurité sociale de base pour tout travailleur d'au moins 50 ans dont le salaire trimestriel effectif est inférieur à 12.000 euros.

Cette réduction sera accordée à partir du trimestre au cours duquel le travailleur atteint ses 50 ans. Elle augmentera ensuite avec les années de services et sera cumulable avec la réduction accordée actuellement pour les travailleurs âgés de 57 ans et plus.

Pour rappel, en plus de la réduction structurelle des charges sociales, l'employeur qui engage ou occupe un travailleur âgé de 57 ans ou plus, totalement assujetti à la sécurité sociale, peut bénéficier d'une réduction groupe-cible travailleurs âgés . Qui plus est, cette réduction n'est sujette à aucune condition de salaire.

Plus d'infos : www.securex.be/website/be/public/33BC813DB8169F94C1257108003BC7D6_fr.html

 








Publié le 07/06/2006 à 22:41
Par Lina
 


Infos : s'informer sur l'emploi > Scoop, le magazine de l'emploi

scoop, le magazine de l'emploi

: Ressources Humaines

Edition du 17/03/2006 - © leforem.be

50 ans et plus : réticence des recruteurs

Une étude de Vedior Interim

Selon une enquête menée par Vedior Interim, la majorité des entreprises belges ne sont pas disposées à recruter des travailleurs de plus de 50 ans.

Réalisée auprès de 700 entreprises, à la demande de Vedior Senior Careers, une division de Vedior Interim, l'enquête portait sur les chances de mise au travail des 50 ans et plus.

Il en ressort que seules 30 % des entreprises considèrent que cette tranche d'âge a encore un rôle actif à jouer. L'étude révèle également qu'à peine 20 % d'entre elles donnent la priorité aux 50 ans et plus lors des procédures de sélection.

Les raisons de cette réticence données par les entreprises sont les suivants : le manque de capacité d'adaptation (27 %), de flexibilité (24 %), d'employabilité (20 %) et de connaissances techniques (11 %).

L'étude montre aussi que ce sont des contrats à durée déterminée en tant qu'employé que les 50 ans et plus ont le plus de chances de décrocher. Il existe néanmoins des raisons plaidant en leur faveur : leur loyauté, leurs plus grandes connaissances générales, leur meilleur bagage technique et leur fiabilité.

Nous avons interrogé 700 entreprises réparties équitablement sur tout le territoire. D'ici peu, nous allons mener cette même étude cette fois-ci auprès des 50 ans et plus , nous explique Christine Arnold, Project leader pour la partie francophone du pays.

Plus d'infos : www.vedior.be/fr/over/NewsItems__detail.aspx?id=50






Publié le 04/06/2006 à 18:48
Par Lina
 


Voici le dernier numéro du Bulletin de liaison de la Marche mondiale des femmes
 Vous pouvez également le lire sur notre site web à:

http://www.marchemondialedesfemmes.org/bulletin_liaison/2006/may2006/texte/fr

En solidarité,

L'équipe du Secrétariat international
Marche mondiale des femmes
110 Sainte-Thérèse, # 203
Montréal (Québec) CANADA H2Y 1E6
Tel.: (1-514) 395-1196
info@marchemondiale.org
www.marchemondialedesfemmes.org

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Bulletin de liaison
MARCHE MONDIALE DES FEMMES
Vol. 9, Numéro  1       Mai 2006
SOMMAIRE
-       Rencontre du Comité international du 29 mars au 2 avril 2006 autour de la planification stratégique
-       Femmes contre la mondialisation néo-libérale, échos d'une soirée
-       Déménagement du Secrétariat international
-       VIè rencontre internationale de la Marche mondiale au Pérou, du 2 au 9 juillet 2006
-       Mise à jour de nos listes de groupes participants
-       Site Web remodelé
-       En provenance des pays

RENCONTRE DU COMITÉ INTERNATIONAL DU
29 MARS AU 2 AVRIL 2006

Le Comité international a poursuivi le travail de planification stratégique décidé en décembre 2004, lors de la 5e Rencontre internationale de la Marche mondiale des femmes, à Kigali, au Rwanda. Une première session avait eu lieu en octobre 2005 à Dakar, au Sénégal. Depuis, une consultation des coordinations nationales (25 pays/territoires ont participé) a permis aux membres du Comité international de mieux cerner les défis de la Marche mondiale des femmes au niveau organisationnel et politique. La rencontre du 29 mars au 2 avril nous a permis d'élaborer une proposition de plan stratégique pour la Marche qui s'étalera de 2006 à 2010. Cette proposition a été envoyée aux coordinations nationales et fera l'objet de nos discussions et décisions en juillet lors de la 6e Rencontre internationale.

Rappelons que la démarche vise à faire des choix stratégiques pour la consolidation et le développement du mouvement de la Marche mondiale des femmes. Elle nous amène à revoir nos fondements allant de notre raison d'être; à nos valeurs; nos actions; nos ressources et notre structure.

Nous avons examiné ce qu'est la Marche mondiale des femmes, la conjoncture dans laquelle nous évoluons, où nous souhaitons aller, les chemins à prendre pour y arriver (axes de développement), nos objectifs pour les 5 prochaines années et les moyens ou actions à réaliser.


Notre point de départ

Nous possédons de nombreux documents constitutifs qui définissent ce qu'est la Marche (17 revendications mondiales adoptées en octobre 1998, objectifs et valeurs organisationnelles adoptés en 2001, statuts et règlements, Déclaration sur nos valeurs adoptée en 2003, la Charte mondiale des femmes pour l'humanité adoptée en décembre 2004). Nous avons pris position dans diverses rencontres de l'ONU où nous représentions la Marche mondiale des femmes; mobilisé nos membres lors des rencontres de l'OMC ou du G-8; produit un document sur les alternatives économiques féministes, une critique des Objectifs de développement du millénaire, un CD sur notre participation au Forum social mondial; dénoncé des guerres et conflits armés.

Nous avons participé au Forum social mondial depuis le tout début (nous étions des premières discussions sur la nécessité d'un tel forum) et plusieurs de nos membres participent activement aux forums nationaux ou régionaux. Nous avons contribué à la mise sur pied d'un Réseau mondial des mouvements sociaux et continuons d'y être engagées.

Nous avons mené de multiples actions au niveau national et régional. En 2000 : remise des 5 millions de signatures destinées à l'ONU, en appui à nos 17 revendications mondiales; rencontres avec les dirigeants de la Banque mondiale et du Fonds monétaire international et marché dans les rues de Washington et de New York et rencontre avec les hauts dirigeants de l'ONU.

En 2005, fin du relais de la Charte mondiale des femmes pour l'humanité dans plus de 53 pays/territoires et des milliers d'actions nationales pour faire connaître la Charte, demander son application et contribuer à la courtepointe de la solidarité, nous avons terminé le 17 octobre avec un 24 heures de solidarité féministe.

Depuis 2000, nos actions ont été multiples au niveau national et régional. Toutes avaient pour but de faire avancer nos revendications localement ou nationalement et démontrer la force de notre action collective. Nous partirons de cette histoire, de notre impact, de nos acquis pour mieux définir ce que nous sommes, revoir nos objectifs politiques et confirmer nos valeurs organisationnelles.

De même au niveau de la structure, nous mettons à jour nos listes de membres (voir article ci-dessous) et nous interrogeons sur le fonctionnement des collectifs et groupes de travail et sur le soutien que nous pouvons leur donner et leur composition.


Participation aux actions dans la rue

La Marche mondiale des femmes est partie prenante du mouvement international luttant pour une autre mondialisation (altermondialiste) face à ceux qui veulent garder leur argent, leur propriété, leur pouvoir. Le patriarcat, le racisme et le capitalisme forment une offensive qui se manifeste de différentes façons, telle que la marchandisation accrue du corps des femmes, de la relation entre les personnes elles-mêmes et avec la nature, le conservatisme religieux, la militarisation, la criminalisation des mouvements sociaux, etc.

Nous sommes engagées  dans le mouvement anti-guerre, les campagnes contre les traités de libre échange ou les négociations de l'OMC, le processus du Forum Social Mondial ou la création du Réseau mondial des mouvements sociaux. Nous travaillons en alliances avec d´autres mouvements, en particulier la Via Campesina.

La MMF est basée sur les mobilisations dans les rues, l´éducation populaire, la construction de coordinations nationales. Le défi est de lier les débats sur le rôle des institutions internationales et les causes de la pauvreté et de la violence (patriarcat, capitalisme, racisme) avec le quotidien des femmes à la base.

Cette nouvelle stratégie représentée par un mouvement international comme la Marche mondiale des femmes est à la fois un défi et une ouverture vers de nouvelles formes d'alliances entre femmes au-delà des frontières et des différences. Nous croyons au leaderhip des femmes de la base dans toutes leurs diversités pour arriver aux transformations sociales que nous souhaitons. Nous croyons en l'importance d'agir à partir de notre propre agenda politique et de demeurer critique de toute forme d'institutionnalisation du mouvement. L'existence même de la Marche interpelle les stratégies d'autres groupes féministes et rend quelquefois difficiles certaines alliances mais nous avons développé, au fil des ans, des alliances concrètes avec certains réseaux féministes internationaux sur lesquelles nous pouvons compter.

Certains gouvernements et partenaires de développement ont développé une reconnaissance politique et un soutien financier de la MMF. Par contre, il y a aussi le risque des tentatives de récupération politique du travail de la MMF par des gouvernements et par des grandes ong internationales. À cause de cela et de la difficulté que nous avons eue ces dernières années à obtenir un financement régulier, le défi de bâtir une politique d´auto-financement se pose de façon urgente. Encore plus lorsqu'on constate la réduction de l´aide financière internationale.

La force de la MMF ne vient pas de structures figées. Elle vient de nos choix politiques et nos succès, de notre capacité de construire une analyse et une action qui touchent les femmes de partout dans le monde. Cette force vient de notre capacité de dialogue et de construction de positions communes dans un univers si différent (des femmes des cinq continents) et si semblable (des femmes qui veulent changer le monde et changer la vie des femmes).

Notre vision à plus long terme est le désir de voir la Marche mondiale des femmes comme un mouvement incontournable au niveau national et international. Nous souhaitons que la Marche soit renforcée, que sa diversité soit encore plus grande tout en souhaitant développer notre identité politique. Nous voulons offrir de plus en plus de résistance aux offensives orchestrées par les hommes refusant de partager leur pouvoir et de s'engager dans l'égalité et aux attaques des biens nantis et des conservateurs de tout acabit qui font l'apologie de l'individualisme, l'exploitation des personnes et des ressources et la domination « naturelle » de certains groupes. Nous voulons que la Charte mondiale des femmes pour l'humanité et les valeurs qu'elle représente deviennent des outils collectifs pour faire avancer les droits de toutes et tous. Notre plan stratégique pour 2006-2010 sera le reflet de cette vision.

Diane Matte, Coordinatrice, Secrétariat international

FEMMES CONTRE LA MONDIALISATION NÉO-LIBÉRALE, ÉCHOS D'UNE SOIRÉE

Le jeudi 30 mars, les membres du Comité international ont participé à une soirée publique organisée, à Montréal, par la MMF et la Fédération des femmes du Québec.

Elles ont évoqué l'impact de la mondialisation sur :
-       l'économie et le travail des femmes ;
-       la paix et la démilitarisation ;
-       le trafic sexuel et la marchandisation du corps des femmes
-       les droits collectifs.


L'économie et le travail des femmes
Rosa Guillén, du Pérou, a mis en cause le modèle économique capitaliste et patriarcal qui domine dans son pays. Les transnationales cherchent à transformer les relations humaines en marchandises et poussent à la privatisation des ressources économiques publiques, (eau, électricité, communications..). Les femmes sont les premières à être pénalisées. Au Pérou, la Marche mène des actions de résistance et agit avec des groupes d'économie solidaire avec lesquels elle veut construire d'autres modèles économiques.  En Afrique du sud, dit Wilhelmina Trout, le gouvernement a présenté l'ouverture des marchés comme un facteur d'amélioration de la vie quotidienne. Mais cela a surtout mené au travail précaire. De nombreuses femmes travaillent comme vendeuses ambulantes et ne jouissent d'aucun droit social.  La situation n'est pas meilleure au Québec, a dit Michèle Asselin, présidente de la Fédération des femmes du Québec. Faisant état d'une recherche sur les effets de la mondialisation sur la vie des Québécoises, elle a noté que les conditions de vie ne s'améliorent pas, les femmes ne gagnent que 70 % du salaire des hommes, les emplois occupés par les femmes sont de plus en plus précaires et l'écart est plus grand pour les immigrantes et les femmes des communautés culturelles.

Paix, démilitarisation
Pour Awa Ouédraogo (Burkina Faso), la mondialisation ne peut pas et ne veut pas promouvoir la paix parce la paix demande du cour. Or, pour le moment, seule la recherche du profit domine, même si cela cause de nombreuses victimes parmi les femmes. Les femmes sont utilisées pour régler les conflits. Le viol est une arme qui humilie le camp adverse. La solution passe par la prise de conscience par les femmes de leurs droits. Emily Naffa, de Jordanie, a dénoncé l'impérialisme des États-Unis, dans sa région, avec comme unique objectif le contrôle des ressources pétrolières. Ceux-ci utilisent les organismes internationaux à leur solde (FMI, BM). Il faut la paix et pour cela, a-t-elle estimé, il faut agir de manière commune, créer de fortes alliances pour la démilitarisation.

Le trafic sexuel et la marchandisation du corps des femmes
Caridad Ynares (Jing) des Philippines a rappelé la lutte menée aux Philippines contre les bases militaires américaines qui se sont retirées en 1991-1992. Jean Enriquez, membre de la Coalition contre le trafic des femmes (Coalition Against Trafficking in Women - CATW), a rappelé que les femmes dans la prostitution étaient des femmes pauvres, ayant vécu la violence, les abus sexuels. La prostitution et le trafic des femmes répondent aux lois du marché. Il faut lutter contre la demande de prostitution et renforcer l'intégrité sexuelle et l'autonomie des femmes. Les proxénètes et les trafiquants des femmes doivent être poursuivis en justice. Miriam Nobre (Brésil) a, quant à elle, présenté les actions menées par les jeunes femmes contre la marchandisation du corps des femmes, notamment la publicité sexiste. Shashi Sail (Inde) a dénoncé la façon dont les fondamentalistes redéfinissent le rôle et l'image des femmes.

Les droits collectifs
Miriam Nobre (Brésil) a défendu le droit à produire des aliments de qualité, destinés à la consommation personnelle et non à l'exportation. La terre, l'eau ne doivent pas devenir des marchandises entre les mains des transnationales. Les paysannes et paysans doivent aussi conserver la propriété intellectuelle sur les semences. Les femmes jouent un rôle important dans la mesure où elles sont les gardiennes des semences. Shashi Sail (Inde) a vanté l'expérience  de la propriété collective des terres et le partage de la production. Elle a aussi évoqué la campagne de cartes postales que mène la Marche dans son pays pour que soit appliquée la réforme agraire (redistribution des terres prévue par le Land Ceiling Act), l'accès à la terre étant capital pour les femmes. Luisa Corvo, du Portugal, a rappelé le chemin parcouru concernant les droits des lesbiennes, depuis la révolution des Oillets de 1975, qui a mis fin à la dictature dans son pays. La lutte contre l'homophobie reste toutefois d'actualité.


DÉMÉNAGEMENT DU SECRÉTARIAT INTERNATIONAL VERS UN PAYS DU SUD

En juillet 2006, la rencontre internationale de la Marche aura à décider du lieu du déménagement du Secrétariat international (SI). La décision avait été prise en 2003 de favoriser le transfert du SI vers un pays du sud. Les coordinations nationales du Brésil et du Mali ont posé leur candidature. Le processus de transition se met en place pour assurer le transfert des dossiers et la formation d'une nouvelle équipe.

RENCONTRE INTERNATIONALE AU PÉROU

La 6e  rencontre internationale de la Marche mondiale se tiendra à Lima au Pérou du 2 au 9 juillet 2006 sous le thème « Changer la vie des femmes, Changer le monde ».

Cette rencontre sera l'aboutissement de notre processus de planification stratégique. Nous y ferons un retour sur nos actions mondiales de 2005 et adopterons un plan d'actions stratégiques pour le mouvement de la Marche mondiale des femmes de 2006 à 2010. La présence du plus grand nombre de coordinations nationales est d'autant plus importante que nous sommes dans la construction d'une nouvelle vague de mobilisations et du renforcement de notre mouvement. Nous y parlerons de l'impact de la Marche mondiale des femmes, de nos objectifs politiques pour les prochaines années, des actions à venir, des alliances à poursuivre et construire. Plusieurs débats, idées, échanges stimuleront nos luttes féministes au niveau local, national, régional et mondial. Nous sommes un mouvement de féministes dépassant les frontières et engagé dans la transformation sociale. Nous sommes un mouvement irréversible, nous souhaitons le rendre dorénavant incontournable!

Nous vous rappelons que l'accès aux rencontres internationales se fait par le biais des coordinations nationales, chaque coordination étant invitée à envoyer un maximum de trois déléguées. Nous espérons que votre coordination nationale pourra envoyer des déléguées à cette rencontre qui constitue un des moments forts de la vie de notre mouvement.

MISE À JOUR DE NOS LISTES DE GROUPES PARTICIPANTS

Nous avons récemment envoyé un courrier aux groupes participants afin de nous assurer que nous avons les bonnes coordonnées et que les listes de groupes participants reflètent la réalité des forces qui sont actuellement actives au sein de la Marche.

À l'issue de ce processus de mise à jour de nos listes,  nous pourrons distinguer les groupes participants actifs des organisations qui sont intéressées à recevoir de l'information sur la Marche mais ne peuvent s'engager à organiser des actions en lien avec la Marche (dorénavant appelées des sympathisantes).

Les groupes participants actifs seront les groupes répondant aux critères suivants :
-       être soit un groupe autonome de femmes, un comité de femmes à l'intérieur d'un groupe mixte ou un organisme mixte qui n'a pas de comité de condition féminine mais à l'intérieur duquel un groupe de femmes assument le leadership de la Marche
-       adhérer aux objectifs, aux valeurs et à la plate-forme mondiale de la Marche mondiale des femmes
-       être prêt à participer aux actions des coordinations nationales, à intégrer les actions de la Marche dans son programme d'activités ou à faire la promotion de la Marche mondiale des femmes

Il ne sera dorénavant plus possible d'être considéré comme groupe participant « actif » sans avoir de liens avec la coordination nationale de son pays ou territoire, là où il y en a une.  La liste complète de ces groupes participants actifs sera publiée sur le site Web de la Marche.

S'il existe une coordination nationale de la MMF dans votre pays ou territoire : Si vous avez participé aux actions de 2005 dans votre pays, vous serez automatiquement inscrites comme groupe participant actif par votre coordination nationale. Les autres groupes seront contactés sous peu par la coordination nationale pour savoir si vous vous considérez comme groupe participant actif selon les nouveaux critères et vous inviter à participer aux actions futures de la coordination. Si vous n'avez PAS été actifs en 2005 mais que vous aimeriez le devenir dans le futur, n'hésitez pas à contacter votre coordination.

S'il n'existe PAS de coordination nationale de la MMF dans votre pays ou territoire : Les groupes participants qui désirent demeurer actifs au sein de la MMF sont priés de contacter le Secrétariat international en indiquant bien que vous voulez demeurer sur la liste des groupes participants actifs. De plus, vous êtes fortement invitées à créer une coordination de la MMF chez vous. Le Secrétariat international peut vous fournir l'ancienne liste des groupes participants de votre pays ou territoire pour vous faciliter cette tâche et vous envoyer plus de détails sur les rôles et responsabilités des coordinations nationales.

Les sympathisantes:

Tous les groupes qui ne se considèreront plus « actifs » et qui ont un courrier électronique seront inscrits sur une nouvelle liste de distribution des informations et nouvelles de la Marche mondiale des femmes. Via cette liste, nous distribuerons des informations comme le Bulletin de liaison international, les appels à la mobilisation, etc. Si vous n'avez pas de courriel, avisez-nous.

Nancy Burrows, agente de liaison, Secrétariat international

PRÉSENCE AUX FORUMS SOCIAUX MONDIAUX

En 2006 le Forum social mondial était « polycentrique » ou décentralisé. Dans les Amériques, il a eu lieu à Caracas au Venezuela (24-29 janvier); en Afrique, à Bamako au Mali (19-23 janvier); en Asie à Karachi au Pakistan (24-29 mars).  Dans chaque forum, la Marche mondiale des femmes a présenté un atelier: « Les femmes en mouvement changent le monde ».

À Bamako, l'atelier et un débat sur les violences envers les femmes se sont déroulés sur le site du Forum consacré à l'Univers des Femmes à la Cité de la culture. Les débats ont  abordé de nombreux thèmes : violences machistes, excision, polygamie, prostitution, guerres, maladies, analphabétisme, difficultés d'accéder à la propriété foncière et au logement, défense de l'économie solidaire, nécessité de renforcer les capacités des femmes à la base et de former des femmes leaders. Les femmes ont réclamé le respect des textes internationaux sur les femmes et dénoncé l'assistanat financier des pays riches. Elles veulent développer les droits économiques, sociaux et culturels des femmes et les amener à jouer un rôle prépondérant dans l'exploitation d'alternatives économiques crédibles.

La MMF burkinabè a présenté la Charte mondiale et la caravane qui a circulé dans le pays pour divulguer le contenu de la Charte. Elle a rappelé que la paix est un combat essentiel. Ouagadougou a, depuis le 17 octobre 2005, sa Place de la femme pour la paix et une Avenue de la paix et la coordinatrice du Burkina Faso, Awa Ouédraogo, a reçu le prix CIVIPAX 2005. Suite au relais, cinq organisations burkinabès (dont quatre collectifs) ont décidé de conjuguer leurs efforts dans la lutte contre la violence envers les femmes. Un plan d'action 2006 sera élaboré sous peu.

À Caracas, outre l'atelier sur « Les femmes en mouvement changent le monde », la Marche organisait, avec d'autres organisations, une Cour internationale des femmes contre la violence patriarcale du néo-libéralisme. Plus de mille personnes ont écouté les témoignages de 26 femmes issues de 16 pays qui ont dénoncé les différentes formes de féminicides, l'exploitation et le trafic sexuel, la lutte contre le fondamentalisme, la diversité sexuelle, les luttes syndicales, les femmes vivant avec le VIH/Sida, la militarisation en Amérique latine, etc.  La cour a proposé des alternatives à la « civilisation excluante, aux violences exercées envers les femmes dans les guerres et par le marché capitaliste. Pour sa part, la MMF-Colombie a organisé un atelier sur « Violence, dette, pauvreté et militarisation : une relation perverse ». 

À Karachi, le forum a accueilli 40 000 personnes de 58 pays. Il était centré sur la lutte contre la mondialisation néolibérale, les guerres et la militarisation, le néo-libéralisme et l'impérialisme. L'atelier de la Marche s'est déroulé devant 150 personnes, essentiellement des travailleuses et travailleurs à domicile et des personnes liées à un employeur par le remboursement d'une dette et qui vivent une forme d'esclavage (Bonded Labour) originaires du Bangladesh, Népal et Pakistan. En l'absence des intervenantes indiennes qui n'ont pas obtenu leur visa,  l'atelier a été entièrement animé par des Pakistanaises.  Elles ont évoqué les inégalités au travail, la paix et la démilitarisation, les lois discriminatoires et la violence, l'éducation et la recherche. Les femmes ont ensuite participé à une marche organisée avec l'aide de la Fondation Rukhshi sur la Pauvreté.

Texte rédigé à partir des informations fournies par Awa Ouédraogo (Burkina Faso), Nelly Martin (France), Saleha Athar (Pakistan) et Radio féministe internationale (FIRE).


Enfin, la Marche était présente au 4ème Forum Social Européen en mai 2006.
Autour du thème Femmes en mouvement, changeons l'Europe,  changeons le monde !, elles ont
Organisé 9 séminaires et de nombreux ateliers d'intérêt  féministe. La dimension du genre était
également présente dans plusieurs des 210 autres séminaires et des dizaines d'ateliers du Forum.
Le point culminant de tout cela a été la grande  Assemblée des Femmes le samedi 6 mai à 10h.

Les séminaires répondaient à 4 besoins fondamentaux :
1)      la création d'actions  et de mobilisations autonomes des femmes
2)      l'élaboration de revendications fortes et précises, susceptibles  d'être intégrées dans un
programme politique
3)      la promotion de l'organisation des jeunes femmes  au niveau international
4)      le rapprochement, la collaboration et la mise en réseau systématique avec les femmes
de l'Europe de l'Est.

Nous considérons que ces questions se recoupent avec celles de la solidarité internationaliste entre
les femmes de chaque pays et les immigrées, ce qui constitue un principe de base du mouvement
féministe et parallèlement un facteur qui contribuera au succès de nos luttes.

L'Assemblée des Femmes d'Europe veut donner la parole à des dizaines de réseaux européens et rendre visible le travail féministe réalisé dans le cadre du Forum Social Européen. Un projet de Manifeste européen des femmes circule sur les listes depuis 2 mois. À long terme, l'objectif est de donner naissance à un dialogue interne élargi au niveau européen, entre les divers réseaux des mouvements féministes mais aussi des autres mouvements sociaux.

Les séminaires coorganisés par la Marche Mondiale des Femmes sont au nombre de trois.
- « La Lutte des Femmes contre la Violence du genre» : le but est d'examiner comment organiser une grande mobilisation unitaire contre la violence contre les femmes au niveau européen.
- « Les femmes et les conditions de travail dans le capitalisme néolibéral » examinera quelles sont les stratégies dont les syndicats et les mouvements ont besoin pour lutter contre la précarité du travail, le chômage et la désintégration de l'état social, qui touchent en premier lieu les femmes ?
- « Etre une femme jeune aujourd'hui, indépendance économique, sexisme et sexualité ». Dans un monde où le travail et la vie sont de plus en plus précaires, la liberté des jeunes femmes est de plus en plus limitée. Nous demandons, tout d'abord, notre indépendance économique, pour être en mesure de construire notre liberté personnelle.

Sonia Mitralias, Membre de la Coordination du réseau grec de la Marche Mondiale des Femmes.


SITE WEB REMODELÉ

C'est fait ! Sous l'adresse www.marchemondialedesfemmes.org, vous avez désormais accès à l'ensemble du site Internet. Tous les dossiers émis par la Marche sont là, des origines à aujourd'hui. Vous n'avez plus à utiliser l'adresse mmf.lecarrefour.org qui accueillait les actions 2005. Cette section est = intégrée dans le nouveau site à la rubrique Actions.

La liste des dossiers est dans la colonne de gauche. En voici le détail.
1. Qui nous sommes      
-     Ce qu'est la Marche mondiale
-       Nos objectifs, tels qu'adoptés lors de la 3è rencontre internationale, 5 octobre 2001
-       Nos valeurs (Déclaration sur nos valeurs, adoptée lors de la 4è rencontre internationale à New Delhi en mars 2003)
-       Charte mondiale des femmes pour l'humanité, adoptée lors de la 5è rencontre internationale à Kigali en décembre 2004
2. Nos revendications
-       17 revendications pour éliminer la pauvreté et la violence envers les femmes, adoptées en 1998 et revues en 2001
-       Revendications nationales adoptées par les pays en 2000
3. Structure de la Marche mondiale des femmes
-   Comité international (CI)   
-   Collectifs                                    
                1.      Alliances et mondialisation
          

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