iBLOG précédent iBLOG suivant



Agrégateurs RSS
bloglines
google
netvibes
newsburst
newsgator
pluck
yahoo
Contactez-moi
Mail :
MSN :
Yahoo :
Trafic
Noter ce blog :
1 5
1 connecté
99710 visiteurs
Ce blog est classé 65ème
Score de ce blog : 3,98
Tribune libre
cheb nasro : ana tmanit bik el mariage
zboard : Bien ton blog, http://guide2wo w.canalblog.com /
Activation : le carrousel de l'exclusion
Mon calendrier
< Sep. 2008  
L M M J V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930     
Publié le 25/06/2006
Par Pasqualina
 


Siculiana


IL PALAZZO AGNELLO

Gli Agnello, arrivarono a Siculiana dopo il citato matrimonio il 19 febbraio 1797. Stefano Agnello figlio del barone Francesco di Cefalù. Gli Agnello non ebbero mai l’investitura della baronia di Siculiana, ma sicuramente ne influenzarono il percorso storico. Da quel matrimonio tra Stefano Agnello e Caterina Alfani nacque Nicolò nel 1815, il quale sposo la nipote Caterina Agnello e da questi Francesco, ultimo dei baroni che visse per la maggiore parte della sua vita nella residenza di Siculiana nel palazzo in via Marconi n°350.
Il barone Francesco Agnello fu eletto deputato il 15 marzo 1848 del Parlamento della Sicilia resa Indipendente dalla rivoluzione. Siculiana fu protagonista di questa rivoluzione che vide la Matrice come centro di aggregazione politica, sotto la guida dell’arciprete Vincenzo Siracusa che fu un fervente indipendentista e partecipò alla lotta contro i Borboni. Un altro protagonista siculianese dei moti rivoluzionari del 1848 fu Domenico Maria Lo Iacono, Vescovo di Agrigento dal 1844 al 1860. “ Uomo di carattere e di fermi principi morali e politici, poiché non condivideva le idee che portarono alla rivoluzione siciliana del 1848, non volle partecipare alle sedute del Parlamento di cui, vescovo, era pari diritto. Prelevato con la forza, fu costretto a recarsi a Palermo, ma riuscì a scappare raggiungendo Gaeta, dove rese omaggio a Pio IX, esule da roma, e poi Napoli dove fu accolto da Ferdinando II che molto ne apprezzò il coraggio e la fedeltà.[1] Dalle cronache di Gaetano D’Alessandro di quel tempo leggiamo: “Un popolo numeroso, trascinato dai capi, sotto apparenza di rendere omaggio al merito degli eletti, che in fondo erano poi uomini di merito di qualunque fossero le loro idee politiche, percorse le vie principali della città, gridando: “Via Pio IX, via la religione, viva Girgenti, viva i suoi rappresentanti” (…) Poi la popolazione mosse verso il palazzo vescovile, e qui immense voci di “Viva monsignor vescovo, via la religione!”. Il vescovo benediceva e ringraziava, raccomandava l’ordine, la virtù e la religione, e poi sapendo quanto stava a cuore di tutti il censimento dei feudi vescovili, promise di censirli e terminò il suo discorso dicendo: “Signori, i feudi del vescovo sono vostri!” Allora uno scoppio delirante di evviva, di lodi e di ringraziamenti assordò l’aria.[2]
Il palazzo è in ottimo stato, grazie alla sua struttura massiccia in pietra, abitato e di proprietà in parte dal dottore Schembri Giovanni e dagli eredi Agnello. Fu sede ultimamente dell’Associazione Amici della Musica e negli anni settanta, furono ospiti cantanti lirici e maestri d’orchestra di fama internazionale.
Nell’estate 1964, in mancanza di alberghi fu ospitata nel palazzo Agnello la troupe cinematografica del film SEDOTTA E ABBANDONATA di Pietro Germi, protagonista femminile Monica Vitti. L’attrice fuggì letteralmente da Siculiana, per l’afa, la mancanza di servizi di ogni genere, tra i quali l’acqua, e il ruolo del film che non piaceva. La sua fuga fu la fortuna della giovanissima Stefania Sandrelli che ebbe la parte. [3]

[1] "Il crocifisso di Siculiana" di Domenico De Gregorio pagina 9

[2] "Il 1848 in provincia di Girgenti" di Gaetano D’Alessandro a cura di Salvatore Di Benedetto pagina 54
IL PALAZZO ALFANO

Sorto tra il XVII e XVIII secolo, austero nella sua architettura, con ingresso principale in via Marconi n°348 (ex corso Alfano Agnello [1]) e di aspetto più interessante il prospetto che volge nella via San Francesco, che sbocca nella via Marconi, separando in una suggestiva strettoia l’altro palazzo Agnello sorto un secolo dopo. Vi è un cortile interno centrale delimitato da alcove dove vi si trova un pozzo, di grande importanza e utilità considerando l’epoca.
Proprio in questo cortile nel 1990 furono girate alcune scene interne del film con la regia di Gianni Amelio PORTE APERTE, tratto dall’omonimo racconto di Leonardo Sciascia. Nel romanzo la scena richiedeva una villa neoclassica con inserimenti e reinserimenti. Nel film la scena fu girata tutta nell’interno di uno dei locali del cortile, dove si celebravano le nozze di due giovanissimi contadini.
Questo palazzo più volte trasformato, ora presenta delle carenze, particolarmente nell’interno e proprio nel cortile, per il disaccordo tra gli eredi con liti giudiziari, ormai secolari…
Molto probabilmente è stata la dimora degli Alfani. Il probabile è riferito perché di certo storico realmente non si conosce. Le intuizioni di Paolo Fiorentino in SICULIANA RACCONTA convincono abbastanza questa tesi: “E’ certo che don Vincenzo Alfani fu un ricco latifondista, proprietario di vaste distese che si estendevano da Feudo di Monterosso a quello di Caternini, dalla contrada Calvario a quella detta Passo fino ai limiti della trazzera che portava a Girgenti (compreso il vecchio Trappeto che sorgeva al posto dell’odierno hotel Villa Sikania
[2]) ed in particolare egli possedeva un “luogo di Terre” in contrada Capo con relativa casa e annesso giardino (Rivelo del 1811 e testamento del 5 luglio 1813): ivi era la dimora di campagna, la “Casina” (che riporta ancora oggi le sue iniziali in ferro battuto), ma è logico che una famiglia del suo rango avesse una civile abitazione anche nel centro urbano in un punto centrale vicinissimo a quella Chiesa Madre che scandiva la vita della borgata. (…) Ma ciò che risalta ad un attento esame della porzione ancora originale del palazzo è l’analogia con la casina del Capo [3] per quanto riguarda la struttura portante e le decorazioni esterne (simili frontoni alle finestre stesse rifiniture e colore dell’intonaco), inoltre si ripetono alcuni motivi decorativi della Chiesa Madre, i cui lavori di ristrutturazione furono finanziati proprio da don Vincenzo. Era dunque questo il palazzo Alfani?
Gli Alfani sicuramente residenti a Siculiana dal 1736, anno in cui risalgono i primi atti erogati in Siculiana dal giovane notaio regio Carmelo Alfano. Don Carmelo Alfano fu Governatore di Siculiana, proveniente dalla città di Palermo, padre di Don Vincenzo Tomaso Giuseppe Carmelo, avuto dal matrimonio con Giovanna Attardo di Siculiana, noto benefattore della Matrice donando l’ingente somma di 500.000 lire tanto che nel 1813 poterono essere completati il coro, la cappella e la tribuna del Crocifisso. Don Vincenzo sposò donna Anna Cusumano, dalla quale nacquero quattro figli: Caterina che sposò Stefano Agnello, barone di Segneferi, Giovanna, Domenica e Nicolò morto in giovane età. Possiamo a sinistra nella Matrice appena dopo l’ingresso laterale il monumento marmoreo che lo raffigura in un rilievo a mezzo busto in un medaglione tra due angeli.

[1] Nello spirito del recupero della nostra memoria storica mi faccio promotore per ripristinare, in un rifacimento toponomastico dell’Amministrazione Comunale, l’antico nome del corso, magari dal ridosso dell’incrocio del corso con via Scaramazza e via Spena.

[2 ]Il vecchio Trappeto fu trasformato in hotel, rispettando la vecchia struttura in un rifacimento restauratore, da Pasquale Doria negli anni ’70 chiamatosi Hotel Villa Doria, poi fu venduto a Pasquale Dimora e di conseguenza venduto ai Signori Giglio che demolirono totalmente lo stabile e ne ricostruirono ex novo in cemento armato denominandosi Villa Sikania Park Hotel telefono 0922817818.

[3] Villa Capo oggi è una Azienda Agrituristica gestita dai fratelli Mangione Tel. 0922817186

[1] "Il crocifisso di Siculiana" di Domenico De Gregorio pagina 9

[2] "Il 1848 in provincia di Girgenti" di Gaetano D’Alessandro a cura di Salvatore Di Benedetto pagina 54

[3] Inviterei la signora Vitti per un suo soggiorno a Siculiana a spese dell’Amministrazione, per farci perdonare del suo disastroso soggiorno.

testo di Alphonse Doria



[3] Inviterei la signora Vitti per un suo soggiorno a Siculiana a spese dell’Amministrazione, per farci perdonare del suo disastroso soggiorno.

testo di Alphonse Doria


www.siculiana.net


Aucun commentaire
Ajouter un commentaire

HTML> Mondo bello